Lo specchio

Caro Eligio, partecipare ai giochi delle contrade da rodigino, era un modo per diventare un arquantense o meglio un “redinaro”. “Elena”
– messaggio per Eligio –
Benedizione di Padre Pio

imagesLo specchio

Film di genere: drammatico

no alla pirateria sui film, rispettiamo l’arte di tutti.

SINOSSI

 

Un film di : .. diretto da Andrei Tarkovsky CON .… Margarita Terekhova, Anatoli Solonitsyn, Oleg Yankowsky, Larisa Tarkovskaya, Alla Demidova, Tamara Ogorodnikova, Ignat Daniltsev – Durata mn. …1,48 – URSS 1974…

un misterioso male costringe Aleksej a letto. Il tanto tempo a disposizione gli permette di fare un bilancio della propria vita, ha 40 anni e gli affiorano ricordi dell’infanzia…”

 

Commento di Manuela De Zulian

Il film “Lo specchio” di Tarkovskij è, più che un film, una opera d’arte. E mai come nelle opere d’arte ognuno vede a seconda della propria sensibilità. Dunque le considerazioni che seguono sono mie impressioni, senza pretesa di essere esaustive, ma eventualmente solo spunti per ulteriori approfondimenti.

Questo film viene considerato autobiografico, ma mi sembra che la biografia della propria vita sia per il regista solo uno spunto per esporre la natura della vita stessa e del suo intrecciarsi con la morte. Infatti vedo scene che richiamano la vita e la sua essenza inframmezzate con immagini che richiamano la morte, la sua costante presenza.

Qual è l’essenza della vita? I primi minuti di film mostrano un balbuziente, afflitto anche da vari tic, che grazie alla ipnoterapia cambia. Non è più né balbuziente né afflitto da tic. Il regista magistralmente ci mostra che si può cambiare, anche radicalmente, se solo si pongono le giuste cause; per cambiare non basta desiderarlo, ma bisogna agire in coerenza col cambiamento che vogliamo ottenere.

Posso vedere i 4 elementi che, secondo la filosofia orientale e Buddhista in particolare, sostengono la vita: l’elemento terra, l’elemento acqua, l’elemento fuoco e l’elemento vento. L’elemento terra, o solidità, si può intuire quando la protagonista e il medico cadono a terra, nei primi minuti del film ((((((. L’elemento acqua è presente a più riprese: quando il bambino nuota nello stagno ((((((, quando la protagonista fa la doccia, quando appare la pioggia in più parti del film. D’altra parte è unanimemente accettato che c’è vita solo dove c’è acqua. L’elemento fuoco è presente nell’incendio del fienile (((((( e anche quando il bambino fa bruciare un ramo nel cortile. L’elemento vento, quando il vento passa nel prato (((((( o tra le foglie(((((. Riesco a spiegarmi la presenza di queste immagini nel film solo se le vedo come rappresentazioni degli elementi primordiali. A qualcuno potrà sembrare forse una forzatura, ma questo è il senso che ci do io. Anche la madre rappresenta la vita, essendo colei che ci mette al mondo.

Secondo la filosofia Buddhista, questi elementi si riassorbono al momento della morte, e al riassorbirsi di ogni peculiare elemento corrisponde una apparenza che il morente percepisce. Degno di nota è il fatto che al momento del riassorbirsi dell’elemento vento, il morente ha l’apparenza della fiamma di una candela che si sta spegnendo, proprio come il regista ben rappresenta nell’immagine della lampada che si spegne. Al riassorbirsi dell’elemento vento, viene constatata la morte poiché cessa il respiro grossolano ( anche se, secondo la filosofia Buddhista, nella realtà la coscienza non ha ancora lasciato del tutto il corpo ma lo abbandona in seguito). La morte è rappresentata anche dalla vecchia che suona alla porta ((((( questa è una vecchia che tutti possiamo aver conosciuto, una donna anziana proprio ordinaria, che dice al ragazzo che gli apre la porta, dopo averlo osservato per qualche istante che ha sbagliato indirizzo. La vecchia rappresenta la morte, che a volte ci fa sentire la sua presenza, ma finché non è ora, non ci prende. Ed è la stessa vecchia che alla fine del film si prende i bambini, come a dirci che tutti moriremo.

Ora, la vita come è anche rappresentata dal regista? Anzitutto la figura della madre rappresenta la vita, essendo colei che ci mette al mondo. Ma come procede poi la vita, nel film?

Come un sogno, o come l’immagine nello specchio. Come il sogno, nel quale le apparenze appaiono alla mente del sognante come vere, ma al risveglio spariscono, e come l’immagine nello specchio, dove appare esserci un viso, in realtà non c’è nessun viso. Tutti capiamo che quello che sogniamo non è vero, come anche che l’immagine nello specchio non è un viso vero. Ma pochi riescono a vedere che anche la vita vera è così. Ricordo al proposito Buddha Sakyamuni

“Una stella, un errore di visione, una lampada,

illusione, goccia di rugiada , o bolla,

un sogno, o un fulmine o una nuvola,

guarda ai fenomeni composti in questo modo!”

Con questo non intendo suggerire che Tarkovskiy stesse proponendo la filosofia del Buddha, ma mi sembra che l’idea che porta avanti nel film sia in armonia con essa. Del resto in questo film, pur essendoci una forte connotazione spirituale, non si fa riferimento a nessuna religione; va oltre l’identificarsi in una religione per affermare una spiritualità universale.

Le immagini del documentario storico, in cui si vedono i soldati affannarsi, correre, camminare, portare varie cose, e che sappiamo moriranno il giorno stesso in cui sono stati ripresi, non mostrano forse il nostro stesso affannarci, correre, camminare e portare cose? E non è forse “subito sera” anche per noi?