Stalker

Camminare insieme, per il ”cantar maggio”, è stato sempre un salutare la primavera. Elena
– messaggio per Eligio –
Benedizione di Padre Pio

StalkerStalker

Film di genere: fantascienza

no alla pirateria sui film, rispettiamo l’arte di tutti.

SINOSSI

Un film di : .. Andrei Tarkovskij CON .… con Aleksandr Kajdanovsky, Anatoli Solonitsyn, Nikolai Grinko, Natasha Abramova, Aleksander Kajdanovski, Aleksandr Kajdanovsky, Alisa Frejndlikh. – Tratto da : … Tratto dal racconto Picnic sul ciglio della strada (1971) – Durata mn. 161 – Russia 1979 – Distributore: Cidif

Una visione di abitanti degli abissi cosmici… la caduta di meteorite … uno strano fenomeno che richiama l’attenzione dell’esercito, di un intellettuale e uno scienziato e quel piccolo luogo isolato da un cordone di sicurezza governativo diventa: “la Zona”…..”

Commento di Manuela De Zulian

Nel film “Stalker” credo che il regista Tarkovskij mostri come inizia un cammino spirituale. Anche in questo film di Tarkovskij ogni fotogramma, ogni frase porta a riflessioni e approfondimenti, consentendo varie interpretazioni. Qui analizzo solo gli aspetti che mi sembrano più evidenti. La Zona rappresenta, secondo me , la possibilità che ogni essere ha di raggiungere la felicità. E’ questo che il regista vuole dirci. Ma per accedere alla felicità non basta desiderarla, bisogna agire. E come? Anzitutto coltivandone il desiderio, e questo è tanto più intenso tanto più si riconosce e si desidera separarsi dalla sofferenza presente. Perché chi pensa di stare già abbastanza bene mai cercherà di cambiare. Difatti lo Stalker dice che entra nella zona solo chi soffre. Poi, non provando da soli, ma con una guida (lo “stalker”) che già ci sia stato e conosca dunque i pericoli da evitare, e sia abbastanza amorevole e disinteressato da portare anche noi. Stalker è un termine inglese che significa “molestatore”. E’ insolito dare questo nome ad una guida, no? Ma credo il regista volesse farci capire che una guida spirituale non è uno che ci dice quanto siamo bravi e belli, ma uno che ci molesta, che ci sprona a cambiare mostrandoci anzitutto le nostre meschinità, la nostra pochezza e la nostra miseria attuale paragonata alla ricchezza cui possiamo aspirare. Ci aiuta ad attraversare le prime barriere mentali (rappresentate nel film dal cordone di polizia, come anche dagli steccati) confermandoci i pericoli che corriamo.

Se non si seguono poi i consigli della guida, si rischia la vita. Superate le prime barriere lo Stalker getta i dadi, a breve distanza per indicarci la strada, sempre diversa per ogni nuovo viaggio, con questo ci mostra e propone dei traguardi vicini, provvisori, per poter arrivare al traguardo più lontano.

Solo chi rinuncia alle cose del mondo può accedere alla “zona”, che porta ad una felicità più stabile. Il legame alle cose materiali impedisce il desiderio di cose superiori. Difatti né lo scrittore né il professore riescono a raggiungere questo livello di rinuncia e dunque abbandonano l’idea di entrare nella “zona”. Lo “stalker”di Tarkovskij ben si armonizza con l’ideale del Bodhisattva, l’eroe spirituale descritto nel Buddhismo, il quale fa voto di rinunciare al proprio nirvana personale per guidare tutti gli esseri a quello stato; difatti lo stalker non entra nella “zona”, il suo compito è di guidare gli altri nella “zona”. Nella “zona” non c’è nessuno; queste parole vengono dette dallo stalker sia all’inizio che verso la fine del film. Cosa intende dire? Credo intenda negare l’esistenza dentro di noi di un io intrinsecamente esistente, indipendente, privo di parti, autonomamente esistente, siccome questo io non esiste, non è mai esistito, è solo una nostra proiezione errata, non dobbiamo temere niente all’interno della zona. E’ proprio questa assenza di un sé intrinsecamente esistente che permette il cambiamento e il raggiungimento della felicità, che non avviene automaticamente e autonomamente, ma abbisogna di cause e condizioni adeguate per avvenire , che vanno ricercate dall’aspirante la felicità.

L’importanza della fede: se non si crede veramente alla possibilità di ottenere la felicità e nell’esistenza di un percorso che ci condurrà lì, si resterà nella sofferenza. Lo stalker dice che è proprio la mancanza di fede il principale problema.

Alla fine i protagonisti si ritrovano nello stesso bar, come se non si fossero mai mossi. Infatti non si sono mai mossi: tutto è avvenuto all’interno della loro mente.