Notizie in breve

“la città scomparsa” 10.10.’09

sabato 10 ottobre si è svolto presso l’Auditorium Comunale di Belluno, dalle 9.00 alle 13.00, il convegno dal titolo “la città scomparsa”

Alla presenza del Commissario Straordinario il prefetto Dott.Penta, e di relatori di spessore e ricchi di doti umani, si è svolta a Belluno una conferenza ricca di significato, terminata con una nota di speranza per tutti i presenti.
Tra i temi trattati ognuno di fondamentale importanza vi è stata la relazione del dott. Luca Pezzullo, Docente di “Psicologia dell’Emergenza” presso il Master di Psicotraumatologia e Psicologia dell’Emergenza dell’Università di Padova, che ha relazionato sul tema: “Il ruolo della psicologia in relazione al tema delle “persone scomparse””.

Il “corpo nazionale del soccorso Alpino”, rappresentato dal responsabile provinciale Fabio Bristot ha illustrato l’attività di ricerca,…
del soccorso Alpino Bellunesi, di persone scomparse in ambienti ostili e impervi. Ha presentato documenti di grande interesse sottolineando anche l’importanza della valenza istituzionale del soccorso Alpino.

Importante è stato l’intervento di Gilda Milani Bianchi presidente dell’associazione Penelope Regione Veneto, che ha sottolineato come spesso la scomparsa di una persona venga sottovalutata, e classificata come allontanamento volontario.
È emersa forte la volontà e l’impegno del prefetto dott. Penta, assieme all’associazione “Penelope Onlus” e ai relatori presenti, di tracciare un percorso di ricerca delle persone scomparse, con sistemi innovativi.
Il convegno è terminato lasciando a tutti i presenti, la speranza che qualcosa in più possa essere fatto per la ricerca dei propri cari scomparsi.

Sono presenti al convegno Edgarda e anche la nipote di Eligio: Silvia. Fiduciose ritornano a casa e noi con loro speriamo di ritrovare Eligio.
Nevia Rasa Guizzaro

NewsBelluno.it – 8/10/2009

Penelopeitalia.org

“Preghiere per Eligio” 24.8.’09

“Abbiamo deciso di raccoglierci in chiesa di San Bortolo, (RO) il 24 agosto alle 19.00 per pregare per Eligio. Per Eligio abbiamo fatto dire una messa.”

Eligio Cappellato

Vi ringraziamo tutti, per esser con noi.

Ma una messa per che scopo?

Alla memoria????  ma  allora questo vuol dire…..

Per rivederlo? ma allora questo vuol dire….

Per parlargli? ma allora  questo vuol dire…

Rivolta al Dio delle vite che dia un momento di comprensione anche alla nostra vita

tutt’ora stravolta dalla non comprensione dei fatti?

???

per te Eligio.

“Vite Sospese” 30.3.’09

carabinieri-autoVITE SOSPESE”, recita la locandina del convegno svoltosi qualche ora fa presso il Consorzio di Bonifica di Rovigo. Il fato vuole che questa riunione avvenga nel locale adiacente un teatro, e… gioco del destino, maestro di vita, comprendiamo giorno dopo giorno che: “Il teatro della vita sembra non volerci dare pace”
Un incontro tenuto dall’arma dei carabinieri di Rovigo

Vi ene ra ccontato in questo incontro, il dolore di chi cerca e non ritrova più i suoi …

 

cari e … sospesi lo sono, certo, vite sospese tra le corde dell’amore del cuore di chi li ama e non si sa dare pace.

In questa sede porta la sua testimonianza Edgarda Coppellato, sorella del nostro Eligio ella racconta la profondità della sua disperazione, espone all’assemblea i suoi ricordi, parla del dolore del padre morto 6 mesi dopo la scomparsa del fratello. Parla dell’abisso di dolore in qui si trova la sua mamma che non riesce a darsi pace per la “sparizione” del figlio adorato.

Nell’assemblea non è mancato l’accento sull’importanza del servizio che svolgono le forze dell’ordine i cui uomini, hanno l’arduo compito di “raccogliere” ed ascoltare i familiari .

Racconta Edgarda: “il primo perio do, dopo la scomparsa di mio fratello, andavo dai carabinieri tutti i giorni. Oggi, riflettendoci, mi rendo conto che forse davo fastidio, sicuramete ero assillante, forse ero anche opprimente, ma il fatto stesso di essere li con loro, in caserma, di poter chiedere e di avere seppur con risposta negativa alle mie domande, la possibilità di parlare con loro di chiedere sempre le stesse cose e di fare sempre la stessa domanda, mi tranquillizzava” .

Edgarda, coglie l’ccasione per ringraziare pubblicamente e ringrazia il collonnello Firrincieli che ha saputo cogliere il suo dolore, ascoltarla con attenzione e mettersi a disposizione della ricerca della verità.

n.r.g.